Coro Montenero Pontedell'Olio (PC)
Autori ed Armonizzatori
Alcuni cenni per descrivere i maestri e musicisti che hanno composto o armonizzato i brani che il
Coro Montenero canta in questo periodo: senza la loro opera e la loro bravura queste melodie non esisterebbero
Alessandro BuggianiAlessandro Buggiani (1965) è nel Coro Montesagro di Carrara, come baritono dal 1983 e lo dirige dal 1993. Autodidatta negli studi musicali ha studiato composizione privatamente con Andrea Nicoli. Compone musiche di scena per spettacoli teatrali. Nel 2000 e nel 2004 ha ricevuto il Premio speciale della Giuria per le sue composizioni inedite. Antonia DalpiazAntonia Dalpiaz è autrice di una trentina di testi teatrali, e di una trilogia dedicata alla donna. Bepi De MarziHa fondato e dirige il coro I Crodaioli. Insegnante nel conservatorio di musica di Padova, svolge una intensa attività di giornalista e di narratore. Ha lavorato a lungo con il poeta padre David Maria Turoldo nella elaborazione dei Salmi per la liturgia. Per il repertorio corale di ispirazione popolare ha scritto centocinquanta canti nuovi. Mario LanaroMario Lanaro, vicentino, vive a Malo. Si avvicina giovanissimo alla musica. Studia Organo e Composizione organistica Conservatorio di Verona, A diciassette anni inizia la sua principale attività: la direzione corale con il coro virile Gruppo Corale Valleogra. Parallelamente allo studio e alla direzione si dedica all' armonizzazione e composizione per coro e per l'infanzia: molti suoi brani entrano nei repertori di vari gruppi corali. Nel 1989 vince il I premio al Concorso Nazionale USCI di Trieste. Collabora con varie case editrici, con associazioni musicali ed enti . Marco MaieroMarco Màiero è nato a Tricesimo nel 1956 e insegna educazione musicale nella Scuola Media. Nel 1981 si è diplomato in trombone presso il Conservatorio di Udine. Ispirato fin da ragazzo dai canti della SAT di Trento, nel 1979 ha fondato il coro "Vôs de mont", con il quale ha iniziato a comporre brani originali di cui è autore del testo. La profonda poesia dei suoi canti, intimamente legati alla terra friulana, la essenziale armonizzazione di eleganti ed ispirate melodie, sono punti di riferimento per un rinnovamento del repertorio corale. John Henry NewtonLondra 1725 – 1807. E’ stato un marinaio e compositore inglese. Prese il mare in gioventù e per alcuni anni fu imbarcato su navi negriere. Subì una conversione religiosa che lo portò a diventare un pastore anglicano e uno scrittore di inni. Negli ultimi anni di vita divenne un grande sostenitore dell’abolizione della schiavitù. Antonio PedrottiFu un musicista completo, dopo gli studi accademici ben presto diventò direttore dell'Accademia di S.Cecilia in Roma. Nel 1932 fu nominato direttore del Liceo musicale e dell'orchestra della Filarmonica di Trento. Nel 1960 assunse la carica di direttore stabile dall'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento ruolo che ricoprì fino al 1975 anno della sua morte. Come compositore si è dedicato soprattutto alla musica corale ed in particolar modo all'elaborazione e all'armonizzazione di canti popolari della tradizione trentina, storica la sua collaborazione con il coro della SAT di Trento per il quale ha armonizzato ben quarantasette canti Luigi PigarelliMagistrato, Procuratore della Repubblica ed infine Consigliere di Cassazione, Pigarelli si dedicò con viva passione allo studio della musica, in particolar modo alla musica corale e al canto popolare armonizzando circa un centinaio di canti popolari per il coro della SAT di Trento. Divenne Segretario e poi presidente della Società Filarmonica di Trento Francesco SacchiNato a Lecco, diplomato in pianoforte al conservatorio "G. Verdi" di Milano con il M° Dante Cipollini e in composizione al conservatorio "G.Nicolini" di Piacenza con il M° Bruno Bettinelli. Ha sempre posto grande passione nell’nsegnamento della musica nelle scuole del suo territorio. Attualmente continua la sua attività come direttore del Coro Nives di Premana e del Coro Alpino Lecchese. Notevole il suo impegno per la ricerca e la divulgazione del canto popolare per il quale ha pubblicato due raccolte intitolate “Armonizzazioni e canti d’autore”. Armando SaielliE' nato a Reggio Emilia il 14 marzo del 1968, vive a Castellarano e ha origini nell'Appennino, nel Toanese. Dopo gli esordi con l'armonica a bocca, si dedica allo studio del pianoforte e successivamente consegue il diploma di composizione presso il Conservatorio di musica “Arrigo Boito” di Parma, Dal 1985 svolge un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero sia come solista, che in formazioni cameristiche, attività che lo ha visto più volte premiato in concorsi pianistici nazionali e internazionali. È autore di apprezzate trascrizioni, elaborazioni corali, musica per pianoforte e da camera. Dal 1992 svolge inoltre un'intensa attività didattica, E’il direttore del Coro Vocilassù di Toano. Salvatore SiniSalvatore Francesco Sini appartenne ad una famiglia di pastori. Pastore fu egli stesso nella sua giovinezza ma intraprese presto gli studi a Nuoro.Nel 1915 scrisse la canzone in lingua sarda con elementi linguistici della lingua natia, dal titolo "A diosa", meglio conosciuta come "Non potho reposare" egregiamente musicata dal musicista Maestro G. Rachel, allora direttore della banda musicale di Nuoro. La poesia "A diosa" è quella che ha dato a sini la notorietà in tutta la Sardegna, nel continente e anche all'estero, dove nei circoli sardi viene cantata come inno nazionale. Salvatore Sini morì a Nuoro all'età di 81 anni, il 27 Agosto del 1954. Nella foto: Salvatore Sini col maestro G. Rachel Teo UsuelliNato a Reggio Emilia il 13 dicembre 1920, ha compiuto gli studi a Milano diplomandosi al Conservatorio Giuseppe Verdi in musica e canto corale, composizione e polifonia vocale. Dopo la guerra, che lo ha visto partigiano combattente, nel 1949 Usuelli si trasferì a Roma, dove ha svolto una intensa attività nel campo della musica per il cinema, il teatro e la televisione. Iniziò la carriera componendo, tra l'altro, il commento musicale per numerosi documentari. Nel 1954 Usuelli esordì nel lungometraggio realizzando le musiche per Italia K2, un film di genere documentaristico del regista Marcello Baldi, confermando le sue ottime doti di compositore. E' morto a Roma nell'aprile del 2009. Giovanni VeneriNato a Parma, a soli 18 anni è Direttore di Coro al Teatro Regio di Parma e a 23 anni debutta come Direttore d'Orchestra. Per anni è stato ospite e Consulente Artistico della Radio Eire Orchestra e Direttore Stabile dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo. La sua carriera è stata premiata con il "Verdi d'Oro" e la "Bacchetta d'Oro. Molti sono i lavori a carattere sacro che ha composto (Messe, per l'appunto, Requiem, Via Crucis...), ma non mancano anche pezzi operistici e musica da camera. Da anni collabora con il Coro della SAT, per il quale ha armonizzato molti canti del repertorio popolare trentino.
| Cantiamo...
Al comando dei nostri ufficiali- di Antonio Pedrotti - Canto alpino - Canto degli alpini – Un altro bellissimo canto degli alpini risalente alla guerra del 1914-1918. Vi è sempre una profonda umanità in questi testi dove non si parla mai di odio, e la guerra è vista sempre come una fatalità da subire. Essi parlano più volentieri della nostalgia della casa o della mamma. All'alba del mattino- di Armando Saielli - Canto popolare - E’ il canto della natura, della gente semplice. E’ il canto dei nostri monti. Racconta del Cusna e della terra dell’Appennino… terra dove si snodano fiabe plasmate da uomini d’altri tempi, fiabe di paesi e voci, scandite dallo scorrere delle stagioni. Amici miei (Amazing Grace)- di John Newton - Brano religioso - Amazing Grace fu uno degli inni più amati dai neri, nonostante fosse stato composto proprio da un ex mercante di schiavi. Trattandosi di un testo scritto appositamente, non sussistono dubbi o diverse interpretazioni sui versi. Pur non trattandosi propriamente di uno spiritual, bensì di un inno, la sua fama lo ha portato ad essere interpretato da numerosi cori e solisti gospel e a diventare uno dei più celebri canti popolari del mondo. Gli studiosi affermano unanimemente che Amazing Grace è il canto più amato e più cantato nelle assemblee liturgiche delle chiese afro-americane. Attesa- di Alessandro buggiani - Brano d'autore - Si racconta in maniera quasi allegorica di un attesa di qualcosa o di qualcuno. E questa attesa è così ricca di sentimenti ed emozioni che alla fine non è più importante se quel qualcosa, o qualcuno verrà....se verrà..... Belle rose- di Teo Usuelli - Canto popolare - E’ una di quelle melodie popolari che nei secoli passati hanno percorso l'Europa seguendo vie misteriose, spinte forse soltanto dalla loro bellezza, dal fascino che hanno esercitato su ascoltatori di ogni paese e tradizione. Nel documentario “Italia K2” servì a sottolineare con struggente commozione la scena in cui il corpo dello sfortunato alpinista valdostano Mario Puchoz viene calato a valle dai compagni. Canzone contenta- di Alessandro Buggiani - Canto d'autore - Difficile pensare ad una canzone contenta: è così facile lamentarsi e pensare ai propri dolori... ma cosa si può fare per dimostrare vera gioia? È il nostro atteggiamento a fare la differenza: prima di tutto lo sguardo avanti, la fronte distesa, il respiro che si fa profondo… e poi un largo sorriso, tre salti avanti, e.. perchè no... una bella corsa in discesa. Forse, forse… si può fare davvero una canzone contenta. (oppure NO?) Cortesani- di Bepi de Marzi - Canto d'autore - La contrada del silenzio: Cortesani piccola contrada deve lasciare il posto ad una strada, ma la gente si ribella. La prima strofa parla del dolore, l’abbandono, la malinconia; la seconda strofa si apre alla speranza. Daur san Pieri- di Marco Maiero - Brano d'autore - Oltre la chiesetta di San Pietro, a Tricesimo, ci sono le colline ferme nel silenzio. Là i pensieri tornano a cercare speranze nelle risposte a impossibili perché, Là torna l'emozione dei primi amori segreti e si rinnovano i sogni sereni. Là tutti i sogni si cercano sempre, portano il bene. I sogni tornano ad essere i fugaci chiarori, che incrinano il buio dei giorni. Di chi ti chiana santa- di Alessandro Buggiani - Brano d'autore - La notte di natale è un emozione, sempre. Lo è per tutti, per chi crede e per chi no. Per tutti è la notte del ritorno a casa, la notte delle amicizie: Notte calma, notte di silenzio, so che attendi la mia voce. E sarà un nome appena sussurrato che a fatica ascolterai. Fiabe- di Marco Maiero - Brano d'autore - I nostri giorni profumano anche di amori impossibili, fiabe improbabili di un attimo intenso di vita. Ma il tempo ricorda. Forse le nostre fiabe rimangono vive, come anelli di stagioni, nei rami di un vecchio gelso. Fiori de cristal- di Antonia Dalpiaz - Canto di montagna - Canzone scritta per ricordare una tragedia, avvenuta nei pressi del rifugio “12 apostoli” sulle dolomiti del Brenta. La melodia è dolce e struggente, il testo è una poesia che ricorda al viandante come nella natura incontaminata delle nostre montagne brillano spesso cristalli di ghiaccio che come fiori ci parlano di chi ci ha lasciato. L'ultima notte- di Bepi de Marzi - Canto degli alpini - Il racconto di una notte di natale di guerra: E' la lunga marcia degli alpini in terra russa, quando i fucili si trasformavano in croce, sulla tomba dei caduti La bella Giardiniera- di Giovanni Veneri - Canto popolare - Raccolta a Calceranica, sulle rive del lago di Caldonazzo, questa simpatica e ingenua canzone di indubbia origine popolare, ripercorre la mesta avventura della bella giardiniera, che si porta sino alla tarda età il peso delle proprie giovanili delusioni amorose La montanara- di Luigi Pigarelli - Canto di montagna - Considerato l’inno internazionale della montagna, è ispirato alla leggenda di Soreghina, figlia del Sole: la principessa Soreghina viveva solo quando splendeva il sole; di notte s’immergeva in un sonno profondissimo. La valle- di Francesco Sacchi - Canto popolare - Lassù, vicino al cielo, su ogni montagna, in ogni vita c'è una grande valle: così intima, così tua... che l'animo resta muto dinnanzi a tanta bellezza. Ed è la che vorresti tornare, è la che ritroverai, un giorno, tutti i tuoi amici, tutti coloro che nella tua vita hai amato... tutti coloro che amerai per sempre. Monte Canino- di Anonimo - Canto alpino - Canto popolare che fa riferimento al Monte Canin in provincia di Udine, teatro durante la prima guerra mondiale di aspri combattimenti tra l'esercito italiano e quello austriaco. Esso racconta e documenta ancor oggi le sofferenze degli alpini nel corso dell'estenuante guerra di posizione in cui gli eserciti contendevano palmo a palmo i terreni più impervi, costretti a combattere e a morire di ferite o di stenti a 2.500 metri di quota. Monte Nero- di Mario Lanaro - Canto degli alpini - Il 16 giugno 1915, durante la prima guerra mondiale, i battaglioni Exilles, Pinerolo, Susa e Fenestrelle del 3º Reggimento Alpini comandato dal colonnello Donato Etna, con un'azione notturna occuparono la cima del Monte Nero, nelle alpi Giulie. L'impresa, che fu citata dalla stampa internazionale come esempio di brillante azione bellica, ebbe però un costo assai elevato in termini di vite umane; questo canto pare sia stato scritto e musicato dagli stessi alpini superstiti. Monte Pasubio- di Bepi de Marzi - Canto alpino - Uno dei più bei canti alpini, fiero e terribile. Gli alpini, senza paura, lasciano sul Pasubio un cimitero di sacrificio. Ed ora la, sulla strada del monte Pasubio è rimasta soltanto una croce, non si sente mai più una voce, ma solo il vento che bacia i fior. Nenia di Gesù bambino- di Luigi Pigarelli - Canto di Natale - Bellissima e popolare lauda natalizia piemontese, testo e melodia che sono vera poesia e vera musica. La commovente immagine del Bimbo che gioca con la barba di S.Giuseppe crea un clima di dolce tenerezza, e l'armonia che l'accompagna completa l'effetto. Nikolajewca- di Bepi de Marzi - Canto degli alpini - La battaglia si trasforma giorno dopo giorno in una dolorosa “ via crucis”: ad ogni tappa aumentano i morti, mentre gli altri cercano di uscire dalla maledetta sacca in cui li hanno costretti i russi. Nikolajewca è l’ultimo ostacolo da superare: all’alba del 26 gennaio del 1943 dopo dieci ore di lotta gli alpini passeranno. Tantissimi non ce l’hanno fatta... No potho reposare- di Salvatore Sini - Rachel - Canto popolare - In origine intitolata "A Diosa"; oggi è un modo per dire a qualcuno di veramente speciale che cosa signifca per me. Una dedica particolare a chi è sempre lontano: Non posso riposare amore del cuore, sto pensando a te ogni momento. Non essere triste gioiello d’oro, ne addolorata o preoccupata, perché ti amo forte, ti amo e ti amo. Prenderei lo spirito invisibile dell’angelo. Ti assicuro che desidero solo te, perché ti amo forte, ti amo e ti amo. O cara mama- di Giorgio Vacchi - Canto popolare - Fino a pochi anni fa, le risaie della pianura padana erano diserbate a mano dalle mondine, che passavano le giornate curve sotto il sole, con i piedi e le mani nell'acqua. I disagi e le speranze di queste donne erano testimoniate da un vasto repertorio di canti , con cui esse cercavano di alleviare la fatica. Il regista De Santis la utilizzò in parte per la colonna sonora di “Riso amaro” del 1949 Oh mistero- di Marco Maiero - Canto di natale - Brano d'autore che ripercorre con sonorità allegre i principali temi tipici del periodo natalizio Rifugio bianco- di Bepi de Marzi - Canto di montagna - Chi frequenta la montagna ed i suoi rifugi, ritrova un itinerario classico, quello che ognuno serba fra i propri ricordi più belli, il cammino che ci conduce ad un rifugio di montagna. Fra una cima ed un’altra, ecco una sella dove si intravede una piccola casa bianca. Quella è la meta, il rifugio. E a sera i prati che abbiamo attraversato, ora sembra che continuino e si allarghino verso il cielo. San Matio- di Bepi de Marzi - Canto Popolare - Sul colle di San Matteo si vedono ancora i sassi neri di un castello perduto. Vi abitava una regina crudele, innamorata del capitano delle guardie. Tutta la città sapeva di questa passione, ma i cantastorie raccontavano di un altro amore, quello dell'acqua chiara. Signore delle cime- di Bepi de Marzi - Canto di montagna - Il brano è divenuto un successo mondiale, tradotto in centotrentaquattro lingue e adattato anche per esecuzioni orchestrali.Il brano è un moderno epicedio, una fervida commemorazione funebre in ricordo dell'amico dell'autore, Bepi Bertagnoli, tragicamente scomparso in montagna. In breve tempo il canto è diventato una universale preghiera Sotto sieris- di Marco Maiero - Brano d'autore - Affresco del suo mondo friulano, delle sue montagne, prima fra tutte il Montasio, sui cui alti pascoli i pastori trascorrono l'estate con i loro animali. Poi, ai primi segnali d'arrivo dell'autunno, ecco che ridiscendono, scrutando il cielo. Tutti coloro che vivono in montagna sanno che, più si sale, più il tempo cambia velocemente, e in un attimo una bella giornata di sole si trasforma in un temporale ... e all'improvviso, eccola: la neve. Tasaoro- di Marco Maiero - Brano d'autore - Sperduta e solitaria nell'aspro versante nord delle montagne più prossime all'operosa e caotica pianura friulana, la casera di Tasaoro attende l'autunno. La stagione è annunciata da folate di foglie gialle, dai ricci delle castagne, dalle ombre più lunghe e pigre, dai brividi di colori che corrono sulle montagne intorno a cercare faggi e betulle. Arriva sera e i sogni si fanno veri vicino al fuoco e i pensieri corrono col vento... Vaolre Alpino- di D'Estel & Travè - Canto degli alpini - Valore Alpino, inno degli Alpini, più noto come il Trentatré. Il nome deriva proprio da fatto che era il 33º pezzo nel repertorio delle fanfare alpine dei primi reparti. E 33 sono i passi da fare marciando normalmente contando il passo fatto sempre con il sinistro e sul quale deve sempre essere dato qualsiasi ordine di marcia. 33 è il suono dei primi quattro accordi della marcia, che, vagamente, suonano come la parola «trentatré» Varda che vien matina- di Bepi de Marzi - Canto di montagna - E' il momento magico, della notte che lascia il posto al giorno. E' il momento della partenza per il lavoro. Prima che spunti il giorno, in montagna, prima che il ciaro arrivi fin qua..
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